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Link settimanali ottobre 10, 2009

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L’essenza del berlusconismo (Michele Serra);

Il cancro che tiene in ostaggio il Paese (Michele Serra);

Come credete che nascano le guerre civili ? (Francesco Merlo);

L’Italia starebbe meglio senza Lui (Financial Times, 8.9.2009);

Mercoledì è stato un pessimo giorno per Berlusconi, ma un’ottima giornata per la democrazia italiana. Chi lo dice? Il giornale dei mozzorecchi ? No, il New York Times..

Una colletta per Silvio ottobre 10, 2009

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Splendido (e angosciante) articolo di Gramellini (La Stampa 7.10.2009) sul rapporto perverso che lega B. ai suoi adoratori mentre, en passant, tiene in ostaggio un Paese.

Libertà di stampa, qualità della democrazia ottobre 2, 2009

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Oggi Vittorio Zucconi spiega, con la consueta lucida sintesi, che l’argomento preferito dai servi del sultano
“siete liberi di scendere in piazza, ergo la libertà di stampa esiste” è un trucco retorico. La libertà non è uno stato binario (c’è-non c’è, acceso-spento). La libertà c’è, ma è minacciata, e questa minaccia cresce giorno per giorno, in uno con l’arroganza dei nuovi bravi e l’assuefazione dell’opinione pubblica; gli spazi per un pensiero non omologato si riducono vistosamente. Il 70% degli italiani forma le proprie convinzioni (che poi esprime anche col voto) seguendo il tg1; questo vuol dire che la percezione della realtà di ampie fasce di cittadini è pesantemente distorta. Come faccio a formarmi un giudizio, se mi sono nascosti i fatti ?
Ora, il solito pagliaccio del Foglio prova a sfottere i suoi concittadini dicendo loro che la nomina della Berlinguer a direttore del TG3 è la prova dell’inesistenza di un problema di libertà di stampa. Per attingere a simili abissi logici non è necessario essere un giornalista del Foglio, basta essere un frequentatore parossistico di Hyde Park (Galassi, Dellanoce et similia) e di SpazioAzzurro. Poi si lamentano della superiorità antropologica della sinistra. Che mentecatto, che buffone.

La differenza tra fare l’escort ed esserlo ottobre 2, 2009

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Ad AnnoZero, ieri Belpietro ha incalzato la D’Addario chiedendole ripetutamente: “ma Lei, ora, come si guadagna da vivere ?”.
Paradossale, questo scambio di battute tra due escort. Il primo, a differenza della seconda, ha un unico cliente.

I pasti (quasi) gratis esistono… settembre 25, 2009

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Massimo Fracaro, Corriere, 24.9.2009, sul condono:
Non potendo imperversare sugli italiani già tartassati, almeno quelli onesti, negli ultimi anni il Fisco ha cercato strade alternative. Prima i condoni tributari. E ora gli scudi fiscali. Provvedi menti che hanno il vantaggio di riempire un po’ le casse – e questo non guasta mai con una spesa pubblica irrefrenabile – ma senza dover mettere le mani nelle tasche dei cittadini. E, fattore non secondario, accontentando una bella fetta dei propri elettori. Una politica con il fiato corto. L’esperienza in segna che i condoni consentono exploit di gettito temporanei. Ma poi tutto torna come prima. Gli onesti, pur arrabbiati, continuano a fare gli onesti (ma forse sono meno numerosi di prima e si curamente più arrabbiati). I disonesti ritornano nell’ombra, puntando al prossimo condono.

La selezione (avversa) delle élite settembre 25, 2009

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William Butler ci spiega, in poche parole, il problema (tornato d’attualità in questi giorni grazie ad una performance teatrale di un piccolo uomo irrisolto) della selezione delle élite in una democrazia: “Clearly, the qualities one needs to get elected to high office in western democracies are not qualities that are likely to be helpful once you have achieved high office and are expected to govern and lead. To survive the selection process to become president you have to be able to stitch together a coalition of special interests that can provide sufficient financial and sweat equity resources to win this grueling race to the top.  Once you get there, you should shed the unfortunate baggage you accumulated on your way up and govern in the interest of all the people.  Few can do that”.

http://blogs.ft.com/maverecon/2009/09/expect-little-and-you-may-yet-be-disappointed/

Lo zoo di Ferrara/Ludovico Festa luglio 26, 2008

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Nel bioparco dell’Elefantino, oltre a numerose intelligenze degne di miglior causa (e, soprattutto, migliore compagnia), è dato imbattersi in taluni battitori liberi che, avendo impegnato a fondo  le loro sinapsi in gioventù, sono giunti nel pieno della maturità in evidente debito d’ossigeno. Alcuni di questi, pensate, si definiscono pure “analisti politici”, ma le stesse “analisi” si possono trovare aggratis effettuando una rapida navigazione sui forum di Forza Italia. Il sig. Festa – che non è nuovo a simili performance – si produce, dopo una presumibile cattiva digestione, in uno sproloquio senza capo nè coda, un patchwork della propaganda forzitaliota, un rutto logico dove l’unica cosa di intellettuale presente in abbondanza è la disonestà. Come si possa “dialogare” con questi concittadini che hanno scelto la pillola azzurra (e con i loro rappresentanti) resta, almeno per me, un mistero e un problema. Ne riparleremo.

Chi vi ricorda ? luglio 25, 2008

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Non si può entrare in un negozio, e poi lamentarsi che tutto abbia un prezzo…

(N. Fabi, Il negozio di antiquariato)

Mr Hyde Park/1 luglio 25, 2008

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Contrada è libero! Leggo dalle agenzie, e penso che mi sono “convinto” della sua innocenza un giorno che Radio Radicale trasmise un pezzo del processo nel quale lui prese la parola e difese il suo operato con una forza disarmante. I giudici evidentemente non hanno trovato qualcosa di più concreto di questa mia sensazione. In ogni caso, sono felice per la sua liberazione.
Cristiano Cossu, Olbia

Caro Cossu, mi dispiace renderla un po’ meno felice, ma Contrada non è stato liberato bensì posto agli arresti domiciliari, per 6 mesi. Poi si vedrà. La sospensione della pena gli è stata rifiutata, a causa della sua “pericolosità sociale” e della “entità della pena sino a oggi sofferta” rispetto a quella residua. Vorrei far presente – a costo da renderla ancora meno felice – che le istituzioni dello Stato italiano, di cui anche Lei immagino faccia parte, hanno ritenuto – con sentenza definitiva – che il dr Contrada ha tradito i cittadini che aveva giurato di servire e proteggere, venendo a patti con Cosa nostra. E che l’opinione di Paolo Borsellino sull’uomo era delle più negative. Purtroppo non possiamo più andare a trovarlo, magari a casa della sorella. Cordialità

Lodo Alfano/L’intervento di Rosy Bindi luglio 12, 2008

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Uno stralcio dell’intervento dell’on. Bindi in occasione della votazione sul famigerato Lodo Alfano:

“Il provvedimento in esame, destinato a sospendere il processo per corruzione a un magistrato a carico di Silvio Berlusconi, prefigura un sistema abnorme di impunità, peraltro in modo pasticciato, per le più alte cariche dello Stato. Si afferma ed è stato ripetuto anche in Aula che occorre mettere fine all’emergenza giustizia e chiudere una presunta anomalia italiana nel rapporto tra magistratura e politica. La norma bloccaprocessi e il lodo Alfano, entrambi indissolubilmente legati l’uno all’altro, non avrebbero infatti attinenza con il processo in corso a Milano (sono le parole dell’onorevole Ghedini) perché l’onorevole Berlusconi non se ne avvarrà, perché si risolverà con la sua assoluzione.
Allora a che cosa serve ? La risposta è a dir poco inquietante. I processi si devono sospendere per il bene del Paese e non per Berlusconi, il lodo serve a governare con serenità e, ci ha ripetuto stamattina l’onorevole Pecorella, ad assicurare quella stabilita politica che da troppo tempo manca nel nostro Paese. Ma davvero pensate che si può fare il bene dell’Italia se la giustizia non è al servizio di tutti, se la legge non è uguale per tutti, se la serenità di chi governa è affidata ai suoi privilegi e alla sua immunità, anziché alla sua retta coscienza ? È come sostenere che la legittimazione del popolo sospende il valore della legalità e solleva chi detiene il potere dal rispetto della legge.
Il nostro Presidente del Consiglio oggi ci ha detto (ce lo dirà tra qualche momento, quando voterete questo provvedimento): la legge la faccio io ! C’è chi ha parlato di sultanato, ma a me è venuto in mente il Leviatano di Hobbes, laddove si dice che il sovrano, per essere libero di governare, non può essere sottoposto neppure alla legge. Quello, però, era il tempo dell’assolutismo e non dello Stato di diritto e della liberaldemocrazia”.

Vorrei sottolineare (ma l’ho già fatto..) il concetto espresso in neretto: i dipendenti del Cav. sostengono – tra l’indifferenza dei più – che la legittimazione conseguita col voto popolare conferisce il diritto di governare e che questo diritto può essere revocato solo dal popolo (e non da un funzionario pubblico, quale sarebbe un magistrato). Chi pensa così non solo non ha capito nulla della Costituzione (il popolo esercita la sovranità nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione, art. 1 per i miei lettori di centrodx), ma non ha capito nulla (ma proprio nulla) dello Stato di diritto liberaldemocratico.
Che poi lo sostenga l’archetipo del disonesto intellettuale, quello che dirige il Foglio con i nostri (anche miei) soldi, non desta sorpresa: chi giocava da bambino sulle gambe di Togliatti non ha perso l’imprinting leninista. La tesi, fatta propria dal pagliaccio barbuto e dai suoi collaboratori (i cui stipendi sono pagati con le nostre tasse), secondo la quale – muovendo dall’identificazione tra sovranità popolare e titolarità della funzione legislativa – tutto il potere è concentrato nelle assemblee elettive deriva dritta dritta dalle costituzioni degli stati ex comunisti.